Carissima Wood,
rispondo alla tua gentile lettera sul nano da giardino che alberga nell’appartamento di Polpe.
All’epoca non c’ero ma pare si fossero messi d’accordo, per le feste comandate, di regalarsi quanto di più brutto ed inutile la loro mente (bachescion) poteva partorire.
Non so cos’abbia prodotto quella dell’ingombrantino, non ho mai chiesto perché avevo paura, ma un giorno, probabilmente ripagato con la medesima, terribile, moneta, questi ha ricevuto IL NANO.
Sono letteralmente costernata che queste idee geniali rimangano circoscritte a brevi periodi della giovinezza, dacchè visto che comunque, per bene che fai, il regalo che tanto ti è costato a sceglierlo probabilmente al destinatario farà “cacare”, perché non buttarsi direttamente nella cosa più cheap e pacchiana che puoi trovare?
Ecco quindi brevemente spiegata la storiella del nano, che accoglie i visitatori al loro ingresso nella fantastica casa del fantastico piccolo mondo di polpe-world. Con la sua boccuccia rossa da zoccoletta ed il riguardoso peso di, almeno 30kg, io son 2 anni che cerco (che se vogliamo essere “scemeloni” bisogna farlo fino in fondo no?) di metterlo in giardino ma l’ingombrantino è irremovibile. Il nano è necessario in casa. Dacchè è dentro casa che esprime al meglio la sua brutturia, indi il suo fascino ed il suo splendido carattere.
Che dirti mia cara Wood, grazie per avermi scritto ed avermi così dato l’opportunità di raccontare questo simpatico aneddoto. Oltretutto, non vorrei sbagliarmi, ma… (musica di shining e sguardo pazzo) hai comprato casa recentemente no?
Rivestimento di sicurezza
dopo un paio di giorni di spopotamento anarchico tutti e 6 i Martuzzini hanno cominciato a farla nell’apposita cassettina.
nonostante questo, nell’appartamento lacustre (di vastissimi metriquadri 55) pare ci sia un odore che non si resiste.
l’ingombrantino ormai sbuffa più della Martuzza quando le si propone, per pranzo, un menù che non l’aggrada.
io insisto nel dire che, se disturbano, me li porto a Padova. sono convinta che a casa mia la puzza non si sentirebbe. e, per sicurezza, ho già preso appuntamento per rivestirmi le narici con oro e chanel nr. 5.
E allora?
Dunque, l’arrivo a casa si svolge più o meno così.
Tipo miaaaaao miaaaaao miaaaaao.
Perciò bisogna correre in cucina ed aprire un mollicino o un tonnetti.
It’s springtime! Wake-up girls!
La casetta degli amori di Polpe è situata in una zona di clima lacustris-mediterraneum. Il termine, anche se non l’avreste mai detto, l’ho coniato io stessa medesima e significa che la zona è baciata dal sole e da una discreta dose di culo che crescono limoni ed olivi e che a marzo, se c’è il sole, già mangi fuori (ma hai un po’ caldo però!)
Il davanti (termine tecnico architettonico) della casetta degli amori è rivolto verso uno dei punti cardinali. Quello del titotato. Che hai il sole che batte gran parte della mattina ed quasi tutto pomeriggio. Insomma, fa abbastanza un caldo infernale, perciò le uniche piante che non soffocano bruciate dal sole sono, appunto, gli agrumi e le grasse (cafona che sono sempre ad offendere!).
Che danno una soddisfazione (le ciccie), lì, che non vi immaginate. L’hanno scorso ho comprato quelle da un euro che ti tirano dietro ai supermercati. Le ho trapiantate dentro gli Impruneta (beissimi). Le ho piazzate al sole. E quest’anno il risultato è questo:

Faccio notare sullo sfondo, dopo l'ultima pianta, lo spiritello ben-augurante della casa. Un gattino rosso che mi ha regalato la vicina dicendomi: non ho potuto non comprarlo. È spiccicato