Considerazioni
Vi è mai capitato di trovarvi incastrati con una persona noiosissima? Tipo quelli che l’unica cosa che gli piace è sentire il suono della loro voce. Gente che parla, parla, parla e che non ha alcuna voglia di ascoltare. Ecco. Io guardo quella gente lì e mi tranquillizzo che a me l’orchite non può venire e poi, soprattutto, che io sono meglio di così. Io sono simpatica e brillante e soprattutto so stare al posto mio. Poi attacco a parlare come nà sivetta (onomatopeico) e quando mi fermo me lo domando proprio se quello che mi sta davanti non vede l’ora di andarsi ad impiccare piuttosto che guardare un’altra volta il mio brutto muso.
Facevo questo ragionamento qui ieri sera mentre mi beavo paciosa dello spettacolo teatrale di cui sotto, quando, ad un certo punto, the protagonist si mette a parlare dei filmini dei viaggi di nozze. E lui pronuncia il DOGMA! Il mio cavallo di battaglia! La frase: non lo fate!!! che il “filmino del viaggio di nozze vi fa perdere gli amici che la gente ti fugge come la peste appena scopre che hai intenzione di stazionare a casa loro per un pomeriggio a mostrargli minuto per minuto il resoconto del tuo fantastico viaggio dell’ammmore.
E così mi sono ricordata di tutte le volte che ho fatto finta di perdere il cellulare o di essere la filippina e sto stilando camicia-signola oppure, al citofono, una bambina tre-enne che la mamma gli ha detto di non aprire agli sconosciuti, per non contare tutte le volte che ho evitato anche solo di transitare nel quartiere periglioso…
E notavo che da quando sono nati i Martuzzini ed io salto al collo di chiunque, noto o meno noto, per dirgli che ne ho SEI (anzi CINQUE) da piazzare, ecco, mi pare che la gente quando mi vede cambia strada…
Mavvai ! mavvieni!
Ho appena concluso un grosso contratto per la fornitura di materiale che andrà, tra le altre cose, anche alle prossime olimpiadi.
Precisamente nella sala del sollevamento pesi.
NO! Non dovranno alzare alcuna parte di me. (Carogne!)
E come ti sbagli?
(tecnocasa reloaded)
Alle
Di buono gli indiani c’hanno che tacciono (non una parola!) perché gli agenti tecnocasa faticano a parlare l’italiano. Ci mettono 2 minuti esatti a fargli vedere l’appartamento compreso il garage che è due piani sotto e quindi c’è un tempo per fare le scale, un tempo per aprire il garage, uno per chiuderlo ed uno per salutarci. Nel minuto netto che si sono fermati in casa i venditori non parlano della cucina in muratura che lascio. Non fanno vedere l’impianto di antifurto e di aria condizionata incluso. Nulla. Fatico a far vedere le stanze. Devo praticamente trascinarli.
Uno dei due agenti mi biascica in un veneto contadino che gli acquirenti sono dei ristoratori. Dato che adoro la cucina indiana dico sorridendo ai tizi, ah! Avete dei ristoranti? NO è l’unica risposta che ottengo. Guardo l’agente e lo fulmino con gli occhi.
Se ne vanno.
Dopo cinque minuti ricevo una telefonata da Tecnocasa. Vorranno annullare l’appuntamento delle 15 penso. Invece vuole scusarsi.
D’essere rimasto 2 minuti? Di NON aver mostrato la casa? di non aver evidenziato nulla di positivo? Ma no! Ma che vi credete ?!?
Si scusa d’avermi portato 6 indiani in casa. Sto razzista di cacca! Al che me le tiri fuori dalla bocca brutto leghista travestito da agente. E te lo devo proprio dire in faccia che l’unica cosa di cui scusarsi è di non aver fatto il suo lavoro e non di avermi portato degli indiani che hanno l’unico difetto, poracci, di essere stranieri in Italia che ormai lo so che questo è il posto peggiore al mondo per avere la pelle scura.
Lui biascica qualcosa tipo che sono 2 settimane che sta proponendo il mio appartamento e che tutte le cose che non ha mostrato ai clienti mentre erano lì gliele aveva spiegate in ufficio.
Due settimane? (mi infaino) ma se sono due mesi e mezzo che c’avete l’esclusiva? Ma cosa mi sta dicendo? Al che taglia corto, continua a scusarsi per gli indiani e mi dice che ci vediamo alle tre.
Alle tre meno cinque il tizio mi richiama che ha i clienti lì ma che non hanno ancora avuto la risposta per il mutuo e che quindi preferiscono non vedere la casa.
casa e non più tecnocasa
Ieri-ieri (breve cronistoria):
contratto in esclusiva firmato il 7 di gennaio
due persone portate a visitare la casa il 12 di gennaio
un appuntamento al 2 di febbraio a cui non si è presentato nessuno.
ovviamente avvisandomi dieci minuti dopo l’orario fissato.
un incontro al 22 di febbraio nel quale mi spiegavano che non ho appuntamenti perchè chiedo troppo denaro per un appartamento:
a: che non ha visto nessuno
b: per il quale hanno deciso loro il prezzo perché io pensavo valesse di più.
Ieri (la situazione attuale):
dopo quell’incontro e le mie urla da faina incazzata ed isterica non si è più fatto sentire nessuno. Non una chiamata. Non un appuntamento. Nulla.
il contratto scade il 7 di aprile.
li ho chiamati lunedì chiedendo un incontro per disdire il contratto.
stare così, tutti e due (in realtà solo io) “appesi” ad aspettare il
gliel’ho detto. Sono insoddisfatta del vostro lavoro e non credo farete seriamente nulla come non l’avete fatto fino ad adesso. E’ inutile impedirmi ulteriormente di vendere. Che mi lasciassero libera di proporlo ad altre agenzie.
mi chiamano cinque minuti fa per un appuntamento sabato a mezzogiorno.
un appuntamento. (cazzucazzu!)
uno!
tutto intero.
probabilmente il visitatore si scioglierà al sole con 10 minuti di ritardo sull’orario dell’incontro impedendogli di essere presente.
o forse nevicherà e grandinerà e si apriranno le acque ed il mondo conosciuto verrà inghiottito nelle viscere della terra…
oppure la mafia delle limousines o anche... le cavalletteeeeeee!!!!
Il tito e il tato
È cominciata più di un anno fa, quanto l’ingombrantino faceva finta di incazzarsi con me.
In pratica lui cominciava a blaterale parole senza alcun senso fra loro con il tono di voce sempre più alto così che chi ascoltava, ma non da vicino, pensava mi stesse cazziando. In realtà non diceva nulla. Cose tipo “ma insomma sedia fragola eppure tu porca miseria ginocchio franco”
Oppure: com’è il vestito che ti sei appena comprata? Molto titotato. Ed ho speso solo un titotatino.
E ancora: questa estate vado in vacanza con
Così la Martuzzi in calore era tutta dolcedò - piangiuttina ma dopo due giorni, quando ormai aveva copulato come la peggiore delle passeggiatrici e le era passato tutto, alla mia precisa domanda: come sta la Marta? La risposta che ho ricevuto è stata: guarda, stamattina era ancora gnaggnera ma adesso è di nuovo la solita titotata!
Quando ero gggiovane...
A posteriori, se guardo le foto di quegli anni mi rendo conto che sembravo un imbecille con quel visetto da bambina e quelle guanciotte rotonde non le somigliavo neanche da dietro.