lunedì, 01 settembre 2008

le mie storie americane /5: solo il 50% dei grassi in meno!!!

La mia amica americana (barbara) è una bravissima persona ma è grassa come una balenottera poverina. Non se lo merita il suo peso perché è una persona giovanile e divertente e sicuramente la sua “stazza” non l’aiuta nelle relazioni interpersonali. A dir la verità la maggior parte delle persone che abbiamo incontrato in questo viaggio era veramente soprappeso. Persone anche molto giovani piene di ciccia e cellulite… che lo posso capire se c’hai cinquantenni, un po’ meno se ne hai quindici. Una ragazza di neanche vent’anni, in viaggio di nozze col marito era letteralmente inguardabile. Io non giudico, a me non me ne frega nulla. ognuno poi deve stare bene con se stesso figuriamoci. Chiaro però che mi faccio qualche domanda nel momento in cui ogni-cibo-ogni che abbiamo preso in mano a casa di Barbara veniva analizzato in ogni sua componente. Diciamo che si passavan parecchi minuti prima di pucciare il taco nella guacamole a leggere quanto naturale e senza grassi fosse quel prodotto. Insomma tutte cazzate!

La maggior parte dei cibi americani, nei supermercati, riporta la scritta “COL 50% DEI GRASSI IN MENO!”. E tu che stai per comprarti una boccia di maple sirup che è zucchero puro allo stato brado è chiaro che ti fiondi su quello con la scrittina che ti fa restare magerrima.

Che la pubblicità sia l’anima del commercio non l’ho certo inventato io. Ma che una persona non abbia la testa di capire che un panetto di burro, anche col 50% di grassi in meno sarà comunque la roba più grassa dell’universo mi pare incomprensibile.

E così sei lì a fare la spesa pensando gioiosamente a quanto stai per farti del male perché tanto tra quindici giorni torni a casa che assisti a scene impagabili di donne cannone col carrello infarcito di bibite diet. Di patatine ai 2000 formaggi senza colesterolo. Di buste d’insalate con dressing incluso senza grassi aggiunti. Di uova che quando le rompi il rosso è giallo pallido. di “butter lite” una specie di maplesirup dei poveri col 50% dei grassi in meno (di cosa? Delle costine di maiale?). di cheese cake ai mille frutti con formaggio light. Di bacon da friggere a colazione che però non può essere mangiato crudo perché nuocerebbe gravemente alla salute. E la cosa più fantastica è che le senti pronunciare: compriamo questo che non fa male alla salute.

E dovevate sentire come mi rompevano le palle per le sigarette…

sentenziato da godenda | settembre 01, 2008 15:00 | Link | commenti (5)
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martedì, 26 agosto 2008

le mie storie americane /1: gli americani sono preventivi

a chi si domandasse come mai, nonostante i disastri, Bush Jr fosse stato eletto la seconda volta, posso rispondere con la mia personale esperienza. Chi si somiglia si piglia.

così gli americani fanno i salutisti e son grassi e cellulitici da far spavento. gli ecologisti e disseminano plastica in ogni dove o acquistano autovetture dove a stento, in altezza, raggiungo la ruota, ma soprattutto, riconoscono nel loro capo la loro qualità principale: essi sono preventivi.

l'americano ti bacchetta, ti apostrofa, ti riprende, esso ti redarguisce con grande aggressività e boria... a priori.

questo capita solo per un motivo ovvio: LUI SA! egli conosce nel profondo ciò che tu stai per combinare. Intuisce le tue più maligne intenzioni e le anticipa urlandoti dietro quello che non devi fare.

e quando tu rimani pietrificata bloccando ogni tuo muscolo e ti giri verso l'urlo che chiaramente ti era rivolto dicendo: "ma io non stavo per...", lui ti risponde incazzoso: "beh! sembrava!".

la prima volta sono rimasta un pò così... diciamo basita e con la mia codina tra le gambe ho taciuto e mi sono defilata.

la seconda ho risposto: se anche ti sembrava non lo stavo per fare e quindi?

la terza gli ho masticato un: in Italia abbiamo un detto che chi si fa i cazzi suoi campa cent'anni. te è difficile che arrivi alla fine di questa vacanza

al quarto non ce l'ho più fatta: l'ho guardato e gli ho detto tranquilla... "ma perchè non te ne torni a bombardare l'Iraq?"
sentenziato da godenda | agosto 26, 2008 12:02 | Link | commenti (11)
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giovedì, 24 luglio 2008

Aaah! Adesso mi ricordo!
(perché non vado in palestra)


Ieri sera sono stata invitata a cena da Mara, una delle ragazze con cui ho fatto il weekendone lungo in toscana a novembre.
Lei coglieva l’occasione di svuotare il congelatore (LOL) per invitare un po’ di amici della palestra e me che, tramite Letizia, avevo conosciuto parte del gruppetto.


Dunque ieri sera arrivo e conosco solo cinque persone delle dieci presenti.

  • Su Mara e Letizia non ho ovviamente nulla da dire. (e via due)
  • Valentina è sempre bellissima e simpatica (e via un'altra)
  • Rossella l’ho vista di sfuggita una volta al cinema ma è simpatica e carina (e una è andata)
Ne rimangono 6.

Stefania, che era in toscana con me, non m’ha neanche salutato. (se non lo sapete ha un BMW cabrio… lo dico non perché l’ho notato parcheggiato fuori ma perché non c’è un occasione in cui NON viene fuori che lei ha il BMW cabrio)


Due, (una figona ed un figone) quando mi sono presentata, non hanno neanche risposto al saluto perciò non ho il piacere di sapere come si chiamano. Anche perché, in effetti, non m’hanno rivolto una parola per tutta sera. Però li ho sentiti disquisire lungamente sul fatto che quelli che vanno in palestra non se la tirano per niente.

Silvia, dall’altro capo del tavolo mi pareva gentile ma in effetti non riuscivamo manco a vederci quindi lei non ha colpe.


Claudia, età sui 40 passati da tempo, si è messa a fare doppi sensi per almeno dieci minuti su te la do la pagnotta o te la prendi la pagnotta? O vuoi che te la dia qualcun’altra, la pagnotta?


Giorgio, commercialista, 50 anni ma ne dimostra dieci di meno, bell’uomo. Non ha fatto altro, tutta sera, di parlare di se. Di quanto è fico. Intelligente. Bravo. Coraggioso. Viaggiatore. Se vi interessa dopo la serata più lunga della mia vita posso dirvi che è un bravissimo ed intelligentissimo commercialista che insegna a gestire le aziende ai suoi clienti perché sono queste le soddisfazioni di far camminare la gente sulle sue gambe. Balla il salsa ed il merenghe ma quest’ultimo, al contrario di tutti gli altri, non lo snobba perché è molto più divertente. Ha visto cuba ma i cubani la salsa la ballano in maniera diversa, il messico, la Tailandia ma non ha mai fatto sesso promiscuo. Fa trekking e si è girato la grecia e la spagna in moto. Il suo socio è identico ad Antonio Banteras ma più alto però le ragazze fanno il filo a lui. Il suo socio sta divorziando ed ha un figlio di due anni. Lui è stato sposato adesso è fidanzato con una donna fantastica che è in grado di stare seduta su una moto una giornata, andare a zonzo per una notte intera a Barcellona e poi risalire in moto senza fiatare. Insomma è chiaramente la donna della sua vita. Ha una villa in campagna con un giardino attorno perché ama la tranquillità ed ha due studi uno nel suo paese natale ed uno a Padova. È amministratore di un poliambulatorio medico ed è lui che comanda ed i dipendenti adesso sono tutti in riga. Ah, chiaramente ha cominciato a fare il commercialista da ragioniere ed ha preso la laurea, lavorando quando aveva già il primo studio aperto, all’età di 36 anni e sono stati gli anni più belli della sua vita nonostante sia riuscito a laurearsi nei tempi giusti di uno che studia e basta, ma questo perché quando vai a scuola e sei adulto capisci il valore vero dello studio. ah, nessun credito formativo ovviamente che si è laureato col vecchio ordinamento.


Io non ho praticamente proferito verbo. Era abbastanza impossibile riuscire a far tacere quel logorroico (e rompicoglioni) ed ho perso il gusto delle battute a doppio senso più o meno dopo la pubertà. Mi ha incantato in effetti avere conferma che no, i palestrati non se la tirano ed è stato fantastico guardare in faccia Stefania ed attendere per tutta sera che mi dicesse macciao!


Oltre a stupirmi di come Letizia riesca a sopportarli perché lei NON è così (tant’è che in effetti non l’ha aperto bocca tutta sera). Non voglio mai più vedere quella gente triste in vita mia.
sentenziato da godenda | luglio 24, 2008 14:39 | Link | commenti (11)
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martedì, 08 luglio 2008

Ho grandi progetti per te!

A 23 anni ho cambiato impiego. E sono entrata nel fantastico settore nel quale tutt’ora lavoro (“fantastico” è scritto in senso ironico!)

Azienda fortemente maschile (e maschilista), ero una delle tre donne su 30 dipendenti ed ero, obviously, l’ultima arrivata. Quella che deve pagare pegno. Quella che Silvia mi fai un caffè? Silvia mi porti il caffè? Due caffettini ? per me deca Silvia.

Che il caffè è una cosa che odio proprio fare. Tipo le fotocopie. E non per una questione di prestigio, tipo: io stò top manager insaid mica devo fare i caffè. No! è solo immenso fastidio per dover mollare quello che sto facendo per preparare un  caffè che comunque non berrò, aggiunto alla noia mortale di stare lì, appesa, ad aspettare che la gorgogliatrice gorgogli!

Quando sei l’ultima arrivata in una azienda maschilista dopo un anno tu sei ancora l’ultima arrivata. Aumentano le mansioni. Le responsabilità. L’impegno. (capo, lo stipendio mai eh) ma tu sei l’ultima arrivata. Che magari in quel momento sei al telefono col uaiomin e devi mollare tutto perché devi fare il caffè al capo.

Così quella volta lui era con dei clienti.
Silvia tre caffè. (in veneto l’educazione non è la prima qualità nei paroni)
Glieli porto e lui, per beatificarmi che in quel periodo mi amava tanto,  attacca con la nenia davanti ai clienti: ah silvia, sei la mia gioia. Sei il mio orgoglio. Ma che fortuna abbiamo avuto ad assumerti. Sei bravissima. Ah silvia-silvia… nella nuova sede che stiamo costruendo.. ho grandi progetti per te! Grandi!
Ed io: mi apre il baretto aziendale?

Lui che non ha mai saputo abbozzare in vita sua è diventato tutto rosso. Ha balbettato un no! No! Ma che dici. Poi da quel giorno ha smesso di amarmi ed a cominciato a comportarsi esattamente come faceva con gli altri. Scoreggiando quando mi passava vicino.

Sottotitolo:
ora vi spiego l’uomo delle scorregge

Io non so come facesse. Forse la sua boria si tramutava in aria da espellere. O forse era tanto il godimento di schifare chiunque che aveva sempre a disposizione una riserva di scorregge pronta per farne dono al malcapitato che passava lì vicino.
Ed a quel punto, allo sfortunato ed involontario annusatore, volavano porchi da turarsi le orecchie.
Che il veneto è cattolico, si sa, ma non esiste in Italia qualcuno che sappia bestemmiare con eguale fantasia.

sentenziato da godenda | luglio 08, 2008 12:26 | Link | commenti (7)
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lunedì, 09 giugno 2008

Un tranquillo lunedì dimmerda!


Lavoro con quest’azienda giapponese da 10 anni. Gli ho fatto vendere i loro prodotti dove manco se lo sarebbero sognato. I più grossi e prestigiosi clienti. Le aziende più importanti. Italiane ed estere. Ho guadagnato in questi dieci anni, certo, ma dio solo sa se lo hanno fatto anche loro.

da oggi è aperta la “filiale Europea”. Operativa dal 1° di luglio. Prezzi aumentati del 25%. Valore aggiunto? Nessuno. Continuo a dover importare il materiale dal giappone con i costi di trasporto e dazio che questo implica. Motivazioni riguardo all’aumento? Nessuna! Avete mai provato a parlare con i giapponesi?

Risultato?!? Dovrei aumentare i prezzi di vendita del 25% a tutti i miei clienti e rivenditori. Posto che accettassero di pagare un quarto in più senza guardarsi attorno cercando un competitor meno costoso, quanto tempo ci metteranno a rivolgersi direttamente alla “sede europea”?!?

E questa… che aumenta da un giorno all’altro i prezzi di questa percentuale cosciente di togliermi una quota importante di lavoro… credete che mi proteggerà mai?

Gente dimmerda!  

sentenziato da godenda | giugno 09, 2008 15:58 | Link | commenti (2)
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mercoledì, 04 giugno 2008

Appuntamento al buio

L’altra sera ero a cena con un cliente. La serata era stata organizzata per due motivi. Per me, un occasione per festeggiare un grosso lavoro fatto insieme, per lui per presentarmi un suo amico (single) per tentare di accasarmi. (delle due l’una: o gli faccio pena o mi vogliono togliere di mezzo).

L’amico del cliente era, devo dirlo, proprio un bel tipo. Cinquantenne, atletico… a prima vista interessante. Peccato però che apre subito bocca per dargli fiato sciorinandomi la lista delle imprese che possiede, delle macchine che possiede, delle case che possiede così, nei primi cinque minuti di conversazione, tanto per titarsela. Ed io, che sono antica, mi pensavo che era un’opzione solo femminile…

Deve avere notato la mia faccia un po’ così… quell’espressione un po’ così…  si dai! Quella del mavaccagher perché mi domanda (anzi, mi afferma) subito: sei comunista. Ed io gli rispondo: si e lui dice amico mio andiamocene. Ed io prego. E lui ma scherzavo. Ed io: io no eh!

Poi la serata è andata a gonfie vele dato che non se l’è cagato più nessuno. Lui ogni tanto, come preso da un raptus incontrollabile urlava la parola “comunista(!!!)” ma noi dopo uno sguardo vacuo tornavamo ad ignorarlo. Però bisogna dirlo, ha avuto anche lui i suoi due minuti di notorietà, l’attimo di soddisfazione, il momento di trionfo. E’ stato quando finalmente ha potuto mostrarci il portafoglio a fisarmonica per pagare il conto.

sentenziato da godenda | giugno 04, 2008 11:09 | Link | commenti (6)
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giovedì, 22 maggio 2008

Nomi e cognomi

Io acquistavo la Repubblica, ma da quando è diventata l’organo ufficiale del partito democratico mi sono imposta di non dargli neanche più un euro ed ho cominciato a comprare il Corriere. Stavo leggendo l’altro ieri un articoletto sul Gaypride e Mara Garfagna, che sta a Dorian Gray come la Binetti al ritratto (di Dorian Gray), quando mi balza all’occhio la risposta che la neo ministra ha dato al commento di Vladimir Luxuria, che iniziava, più o meno così: il signor Vladimiro Guadagno….

Ed allora ho pensato che si usano i nomi e cognomi a proprio piacimento e solamente per sminuire o ferire. Vladimir Luxuria, che ho avuto il piacere di incontrare e che vi giuro… è femminile (e gentile) molto più di tante che conosco, diventa Vladimiro Guadagno per disconoscere la sua scelta e la sua stessa persona. Per umiliare ricordando che è un uomo che si traveste. (anfatti ricordo che pure Castelli prima delle elezioni 2006 apostrofava LA Luxuria con “caro signor Guadagno, Vladimiro Guadagno che lei si chiama così no?!?”) Insomma… una maniera per me veramente becera di trattare qualcuno..

Soprattutto perché le medesime persone si guarderebbero bene dal chiamare Sophia Loren, Lino Banfi, Linus o anche Platinette con il loro vero nome.

sentenziato da godenda | maggio 22, 2008 16:07 | Link | commenti (7)
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venerdì, 28 marzo 2008

Solo una cosa…
(sulla conversione di Magdi Allam)

Premetto che è un personaggio che non mi piace per nulla. Che non leggo e che ascolto pochissimo. Ma ho chiaramente sentito tutto il battage sulla sua conversione. L’altro ieri era ospite da Ritanna Armeni e per quei due secondi che l’ho ascoltato prima di girare canale l’ho sentito analizzare costernato che, sinceramente, non comprendeva tutta questa attenzione per una cosa così privata e personale.

In effetti, visto che era così privata e personale c’è da domandarsi perché sia capitata proprio il sabato santo e come mai solo il Papa era libero quel giorno lì.

sentenziato da godenda | marzo 28, 2008 12:09 | Link | commenti (6)
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giovedì, 28 febbraio 2008

ma buttanazza la miseria!

ma se io ti faccio un piacere e ti presto una delle mia attrezzature e l'unica condizione che ti metto è che me la devi restituire entro giovedì sera.

se tu mi giuri e spergiuri che mercoledì pomeriggio me la porti. e poi mercoledì diventa giovedì mattina che diventa pomeriggio che diventa sera.

se mi confermi che massimo alle sette sei in ufficio perchè sai che ti sto aspettando che ho una cena...

perchè, perchè santoddio sono le otto e mezza e ancora non ti ho sentito?

e soprattutto perchè visto che ti faccio dei piaceri così quando è ora di comprare non te ne ricordi mai? eh? brutto stronzo che non sei altro?!?
sentenziato da godenda | febbraio 28, 2008 20:35 | Link | commenti (3)
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martedì, 19 febbraio 2008

Io 9 euro l’ora non le do' neanche alla mia colf.

La responsabile amministrativa della nostra azienda ci lascia. L’avevo scritto qualche post fa.

Mi rendo conto che 8 anni in mia compagnia possono essere un autentico strazio. Ma sapevo che stava andando in un azienda che le garantisce mansioni e stipendi assai superiori e quindi nessuno qui ha avuto nulla da obiettare sulla cosa se non buona fortuna, è stato bello averti con noi e ci mancherai.

Succede però che lei ha 2 mesi di preavviso e pretende di farne uno. Questo mese doveva finire il 31 di marzo ed invece da oggi lei non c’è più.

Non abbiamo ancora trovato una sostituta e lei è ben cosciente di che problemi questo comporterà, eppure le sue uniche parole sono state. “dal primo marzo se avete bisogno di me faremo un conto a parte.

Non essendo esperti in paghe, abbiamo fatto fare un calcolo dal commercialista sul costo orario per farle una proposta che lei avrebbe vagliato. La sua risposta è il titolo di questo post.  

Allora mi succede di fare dei ragionamenti.

Lavori con noi da 8 anni ed hai tutto in mano di amministrazione, banche, gestione generale. Lo sai che la tua partenza sarà un disastro per noi eppure, ci avvisi all’ultimo momento possibile. Quello dell’inizio del tuo preavviso. Sapendo che è possibile che in un mese noi non troviamo nessuno a cui demandare le tue competenze. Perché non venire da noi quando hai saputo che eri stata accettata per avvisarci che te ne vai a fine febbraio? Perché non darci il tempo di metabolizzare e trovare qualcuno di valido per sostituirti? Non mi dirai che ti hanno detto di si il 30 gennaio vero?

Il preavviso doveva essere di 2 mesi ma tu metti come condizione che sia di uno solo. E’ una condizione che, di nuovo, ci crea non pochi problemi. Però o la accettiamo o tu ci fai capire che ti metti in ferie dal giorno successivo e noi non ti vediamo più. Chiaro che “mangiamo la minestra” ed  accettiamo. Poi però cambiano di nuovo le carte ed andarsene significa 19 febbraio perché dall’altra parte ti vogliono dal 20. Tu ti rendi disponibile fino al 29 di venire tutti i lunedì ed i martedì mattina. Ancora una volta o accettiamo o tu sparisci.

te ne vai praticamente senza avvisarci. non abbiamo trovato ancora nessuno. ci metti in difficoltà e nonostante abbiamo accettato tutti le tue richieste non proponi mai, con un sorriso la tua presenza in caso di bisogno. Non dici, ma quando posso, per le urgenze, vengo a darvi una mano.

No, quello che dici è, scaduto il contratto, mi paghi per ora lavorata e mi saldi immediatamente. Come a dire che siamo dei ladri e non si fida neanche di fare un conto a fine mese.

Ed ancora… 90 euro al giorno lordi proposti dal nostro commercialista non ti bastano (lecito) e non è che rispondi cordiale che ti pare un po’ poco, che penseresti di valere di più di quella cifra. Sapendo che non potremo rifiutare con fare sgarbato ed altezzoso ci dici che TU quei soldi non li dai neanche alla tua colf e che vuoi 16 euro netti l’ora (che sono più o meno il doppio lordi).

Va tutto bene. E’ tutto a posto. Noi siamo una vacca da mungere e tu sei il contadino potente.

Ma io, ora, oggi mi domando: perché allora vieni da me tutta prostrata a dirmi che ti dispiace tanto? Perché mi guardi mentre mi commuovo dal terrore e dispiacere di perderti? Perché fai finta che ti interessa qualcosa di questo posto e soprattutto, perché, visto che è unicamente una questione di soldi, mi parli della tua professionalità e fai tanto l’amica con me?

sentenziato da godenda | febbraio 19, 2008 16:53 | Link | commenti (2)
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