Ho grandi progetti per te!
Glieli porto e lui, per beatificarmi che in quel periodo mi amava tanto, attacca con la nenia davanti ai clienti: ah silvia, sei la mia gioia. Sei il mio orgoglio. Ma che fortuna abbiamo avuto ad assumerti. Sei bravissima. Ah silvia-silvia… nella nuova sede che stiamo costruendo.. ho grandi progetti per te! Grandi!
Ed io: mi apre il baretto aziendale?
ora vi spiego l’uomo delle scorregge
Ed a quel punto, allo sfortunato ed involontario annusatore, volavano porchi da turarsi le orecchie.
Che il veneto è cattolico, si sa, ma non esiste in Italia qualcuno che sappia bestemmiare con eguale fantasia.
Un tranquillo lunedì dimmerda!
Lavoro con quest’azienda giapponese da 10 anni. Gli ho fatto vendere i loro prodotti dove manco se lo sarebbero sognato. I più grossi e prestigiosi clienti. Le aziende più importanti. Italiane ed estere. Ho guadagnato in questi dieci anni, certo, ma dio solo sa se lo hanno fatto anche loro.
da oggi è aperta la “filiale Europea”. Operativa dal 1° di luglio. Prezzi aumentati del 25%. Valore aggiunto? Nessuno. Continuo a dover importare il materiale dal giappone con i costi di trasporto e dazio che questo implica. Motivazioni riguardo all’aumento? Nessuna! Avete mai provato a parlare con i giapponesi?
Risultato?!? Dovrei aumentare i prezzi di vendita del 25% a tutti i miei clienti e rivenditori. Posto che accettassero di pagare un quarto in più senza guardarsi attorno cercando un competitor meno costoso, quanto tempo ci metteranno a rivolgersi direttamente alla “sede europea”?!?
E questa… che aumenta da un giorno all’altro i prezzi di questa percentuale cosciente di togliermi una quota importante di lavoro… credete che mi proteggerà mai?
Gente dimmerda!
Appuntamento al buio
L’altra sera ero a cena con un cliente. La serata era stata organizzata per due motivi. Per me, un occasione per festeggiare un grosso lavoro fatto insieme, per lui per presentarmi un suo amico (single) per tentare di accasarmi. (delle due l’una: o gli faccio pena o mi vogliono togliere di mezzo).
L’amico del cliente era, devo dirlo, proprio un bel tipo. Cinquantenne, atletico… a prima vista interessante. Peccato però che apre subito bocca per dargli fiato sciorinandomi la lista delle imprese che possiede, delle macchine che possiede, delle case che possiede così, nei primi cinque minuti di conversazione, tanto per titarsela. Ed io, che sono antica, mi pensavo che era un’opzione solo femminile…
Deve avere notato la mia faccia un po’ così… quell’espressione un po’ così… si dai! Quella del mavaccagher perché mi domanda (anzi, mi afferma) subito: sei comunista. Ed io gli rispondo: si e lui dice amico mio andiamocene. Ed io prego. E lui ma scherzavo. Ed io: io no eh!
Poi la serata è andata a gonfie vele dato che non se l’è cagato più nessuno. Lui ogni tanto, come preso da un raptus incontrollabile urlava la parola “comunista(!!!)” ma noi dopo uno sguardo vacuo tornavamo ad ignorarlo. Però bisogna dirlo, ha avuto anche lui i suoi due minuti di notorietà, l’attimo di soddisfazione, il momento di trionfo. E’ stato quando finalmente ha potuto mostrarci il portafoglio a fisarmonica per pagare il conto.
Nomi e cognomi
Io acquistavo
Ed allora ho pensato che si usano i nomi e cognomi a proprio piacimento e solamente per sminuire o ferire. Vladimir Luxuria, che ho avuto il piacere di incontrare e che vi giuro… è femminile (e gentile) molto più di tante che conosco, diventa Vladimiro Guadagno per disconoscere la sua scelta e la sua stessa persona. Per umiliare ricordando che è un uomo che si traveste. (anfatti ricordo che pure Castelli prima delle elezioni 2006 apostrofava
Soprattutto perché le medesime persone si guarderebbero bene dal chiamare Sophia Loren, Lino Banfi, Linus o anche Platinette con il loro vero nome.
Solo una cosa…
(sulla conversione di Magdi Allam)
In effetti, visto che era così privata e personale c’è da domandarsi perché sia capitata proprio il sabato santo e come mai solo il Papa era libero quel giorno lì.
Io 9 euro l’ora non le do' neanche alla mia colf.
La responsabile amministrativa della nostra azienda ci lascia. L’avevo scritto qualche post fa.
Mi rendo conto che 8 anni in mia compagnia possono essere un autentico strazio. Ma sapevo che stava andando in un azienda che le garantisce mansioni e stipendi assai superiori e quindi nessuno qui ha avuto nulla da obiettare sulla cosa se non buona fortuna, è stato bello averti con noi e ci mancherai.
Succede però che lei ha 2 mesi di preavviso e pretende di farne uno. Questo mese doveva finire il 31 di marzo ed invece da oggi lei non c’è più.
Non abbiamo ancora trovato una sostituta e lei è ben cosciente di che problemi questo comporterà, eppure le sue uniche parole sono state. “dal primo marzo se avete bisogno di me faremo un conto a parte.
Non essendo esperti in paghe, abbiamo fatto fare un calcolo dal commercialista sul costo orario per farle una proposta che lei avrebbe vagliato. La sua risposta è il titolo di questo post.
Allora mi succede di fare dei ragionamenti.
Lavori con noi da 8 anni ed hai tutto in mano di amministrazione, banche, gestione generale. Lo sai che la tua partenza sarà un disastro per noi eppure, ci avvisi all’ultimo momento possibile. Quello dell’inizio del tuo preavviso. Sapendo che è possibile che in un mese noi non troviamo nessuno a cui demandare le tue competenze. Perché non venire da noi quando hai saputo che eri stata accettata per avvisarci che te ne vai a fine febbraio? Perché non darci il tempo di metabolizzare e trovare qualcuno di valido per sostituirti? Non mi dirai che ti hanno detto di si il 30 gennaio vero?
Il preavviso doveva essere di 2 mesi ma tu metti come condizione che sia di uno solo. E’ una condizione che, di nuovo, ci crea non pochi problemi. Però o la accettiamo o tu ci fai capire che ti metti in ferie dal giorno successivo e noi non ti vediamo più. Chiaro che “mangiamo la minestra” ed accettiamo. Poi però cambiano di nuovo le carte ed andarsene significa 19 febbraio perché dall’altra parte ti vogliono dal 20. Tu ti rendi disponibile fino al 29 di venire tutti i lunedì ed i martedì mattina. Ancora una volta o accettiamo o tu sparisci.
te ne vai praticamente senza avvisarci. non abbiamo trovato ancora nessuno. ci metti in difficoltà e nonostante abbiamo accettato tutti le tue richieste non proponi mai, con un sorriso la tua presenza in caso di bisogno. Non dici, ma quando posso, per le urgenze, vengo a darvi una mano.
No, quello che dici è, scaduto il contratto, mi paghi per ora lavorata e mi saldi immediatamente. Come a dire che siamo dei ladri e non si fida neanche di fare un conto a fine mese.
Ed ancora… 90 euro al giorno lordi proposti dal nostro commercialista non ti bastano (lecito) e non è che rispondi cordiale che ti pare un po’ poco, che penseresti di valere di più di quella cifra. Sapendo che non potremo rifiutare con fare sgarbato ed altezzoso ci dici che TU quei soldi non li dai neanche alla tua colf e che vuoi 16 euro netti l’ora (che sono più o meno il doppio lordi).
Va tutto bene. E’ tutto a posto. Noi siamo una vacca da mungere e tu sei il contadino potente.
Ma io, ora, oggi mi domando: perché allora vieni da me tutta prostrata a dirmi che ti dispiace tanto? Perché mi guardi mentre mi commuovo dal terrore e dispiacere di perderti? Perché fai finta che ti interessa qualcosa di questo posto e soprattutto, perché, visto che è unicamente una questione di soldi, mi parli della tua professionalità e fai tanto l’amica con me?