Nomi e cognomi
Io acquistavo la Repubblica, ma da quando è diventata l’organo ufficiale del partito democratico mi sono imposta di non dargli neanche più un euro ed ho cominciato a comprare il Corriere. Stavo leggendo l’altro ieri un articoletto sul Gaypride e Mara Garfagna, che sta a Dorian Gray come la Binetti al ritratto (di Dorian Gray), quando mi balza all’occhio la risposta che la neo ministra ha dato al commento di Vladimir Luxuria, che iniziava, più o meno così: il signor Vladimiro Guadagno….
Ed allora ho pensato che si usano i nomi e cognomi a proprio piacimento e solamente per sminuire o ferire. Vladimir Luxuria, che ho avuto il piacere di incontrare e che vi giuro… è femminile (e gentile) molto più di tante che conosco, diventa Vladimiro Guadagno per disconoscere la sua scelta e la sua stessa persona. Per umiliare ricordando che è un uomo che si traveste. (anfatti ricordo che pure Castelli prima delle elezioni 2006 apostrofava LA Luxuria con “caro signor Guadagno, Vladimiro Guadagno che lei si chiama così no?!?”) Insomma… una maniera per me veramente becera di trattare qualcuno..
Soprattutto perché le medesime persone si guarderebbero bene dal chiamare Sophia Loren, Lino Banfi, Linus o anche Platinette con il loro vero nome.