mercoledì, 14 maggio 2008

It’s springtime! Wake-up girls!

La casetta degli amori di Polpe è situata in una zona di clima lacustris-mediterraneum. Il termine, anche se non l’avreste mai detto, l’ho coniato io stessa medesima e significa che la zona è baciata dal sole e da una discreta dose di culo che crescono limoni ed olivi e che a marzo, se c’è il sole, già mangi fuori (ma hai un po’ caldo però!)

Il davanti (termine tecnico architettonico) della casetta degli amori è rivolto verso uno dei punti cardinali. Quello del titotato. Che hai il sole che batte gran parte della mattina ed quasi tutto pomeriggio. Insomma, fa abbastanza un caldo infernale, perciò le uniche piante che non soffocano bruciate dal sole sono, appunto, gli agrumi e le grasse (cafona che sono sempre ad offendere!).

Che danno una soddisfazione (le ciccie), lì, che non vi immaginate. L’hanno scorso ho comprato quelle da un euro che ti tirano dietro ai supermercati. Le ho trapiantate dentro gli Impruneta (beissimi). Le ho piazzate al sole. E quest’anno il risultato è questo:



Faccio notare sullo sfondo, dopo l'ultima pianta, lo spiritello ben-augurante della casa. Un gattino rosso che mi ha regalato la vicina dicendomi: non ho potuto non comprarlo. È spiccicato la Martuzzina!

sentenziato da godenda | maggio 14, 2008 10:57 | Link | commenti (5)
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martedì, 13 maggio 2008

dammi una poltrona o mi taglio le vene

apperò!!!  questa me l'ero persa!
Capezzone è il nuovo portavoce del silvio nazionale.
non c'è limite alla vergogna.
ma anche alla sete di potere
ai soldi
ai voltagabbanismi
insomma dai, non è così grave.
infine, non c'è limite ad un botto di robe.
sentenziato da godenda | maggio 13, 2008 14:54 | Link | commenti (7)
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martedì, 13 maggio 2008

Be part of the Polpe world

L’ingombrantino è sempre più impegnato politicamente. Ora anche nel piccolo paesetto dove abitiamo (io solo nei week-end) che abbiamo scoperto particolarmente vivace ed attivo e ricco di (belle) persone che si danno un sacco da fare e che organizzano manifestazioni ed incontri interessanti.

Non è bastato un intero anno e mezzo a comprare il giornale dal giornalaio, la carne da macellaio e la verdura dal verduraio per far capire a tutti che non ero di passaggio. Che non ero una turista con la casa per le vacanze.

Serviva che l’ingombrantino andasse alle riunioni delle associazioni e liste civiche del paese, che offrisse il suo contributo o anche solo la sua presenza e che, giocoforza o si procede al taglio netto degli attributi, coinvolgesse anche me.

C’è stato un aperitivo con panino e salamina il giorno prima delle elezioni (sigh!) e poi il bellissimo film sulla resistenza del 25 aprile. E ancora, la festa del primo maggio al castello dove ho anche dato una mano a servire. Ma sono stati anche i concerti, i reading, i film al circolo Arci. Insomma, improvvisamente, dopo un anno e mezzo di buongiorno signora, oggi comincio a sentirmi parte di questa comunità.

Oggi, già al parcheggio, quando scendo dalla macchina, c’è chi mi saluta con un semplice (ma favoloso) “ehi, ciao Silvia. Sei arrivata?”

***

Capù: ripieno avvolto in foglie di verza.
Prendere le foglie della verza e metterle a scottare nell’acqua calda. Toglierle poco dopo e riempirle di un buon ripieno di carne, pane e formaggio, aglio e prezzemolo (o anche solo verdure se si preferisce).
Avvolgere le foglie su se stesse e sistemare l’involtino ottenuto in una pirofila da forno.
I capù vanno conditi con burro, olio, formaggio grattugiato, un mestolo di brodo, eventualmente, se piace, un po’ di salsa di pomodoro e sale quando basta e cuocere per trenta minuti.
la foglia di verza è molto grande. Io ho provato con quella intera ed i camù vengono molto grossi e poi l’anima della foglia è dura e non è molto piacevole. Consiglio di usare quindi mezza foglia (togliendogli la parte dura ovviamente) per fare degli involtini piccoli, che così cucinati, credetemi, saranno deliziosi.
i Capù sono un tipico piatto camuno.

sentenziato da godenda | maggio 13, 2008 12:49 | Link | commenti (9)
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lunedì, 12 maggio 2008

ancora update sui martuzzini aka i figli della martuzzi
sottotitolo: tutta colpa della nuova macchina fotografica

che non vi assillo di foto e mega foto dei cucciolotti (ma mi riprenderò a breve).

i Martuzzini stanno in piedi. camminano a fatica ma ce la fanno. basta accendere la luce che subito si alzano, vengono verso di te e cercano di uscire dal cassetto. la Martuzzi li tiene d'occhio e quando vede che esagerano li mordicchia per rimetterli a posto.

hanno cominciato a giocare tra loro. si leccano, fanno le lotte e le fusa, sbadigliano che te li mangeresti di baci quando spalancano quella bocchetta... Sono in.cre.di.bi.li

il tigratone è perennemente con le zampe all'aria a giocare e farsi accarezzare (devo dirlo... al momento è il mio preferito)

il bianchino piagnone mi ha stupito. ha smesso di piangere ed è quello che più di tutti cerca perennemente di fuggire dalla sua cucciotta. è un figo! (sta scalando rapidamente la graduatoria dei preferiti)

il miciociccio ha una infezioncina all'occhio che Marta non gli sta curando. in pratica uno degli occhi è sempre chiuso e lei non glielo lecca per pulirlo. lo faccio io con un panno caldo. gli apro l'occhietto e per mezza giornata sta bene. probabilmente dovremo dargli qualche pomata. forse è per il fatto che è il più martoriato (da me) che sembra il più timido. mangia e dorme e sta abbastanza in disparte. però assieme al fratello tigratone rosso e tigratone grigio è forse il più bello.

i più furbi e teppisti però sono i 2 bianchi che hanno il musino, per il momento, un pò più affilato ma sono proprio precocissimi. il piagnone cammina perennemente sulla faccia della Martuzzi che lascia fare prodigandosi in mille fusa.  L'altro si avvicina al primo ed a zampate cerca di toglierlo dal posto figo per sostituirsi.

Voi non avete idea delle emozioni che provo guardandoli.

Sono felicissima di questi cuccioli e provo una gioia immensa all'idea di 6 patatini che mi crescono in casa.  Non so spiegarmi ma mi hanno migliorato la vita. Da quando ci sono loro in casa stiamo benissimo. Sembra di esser tornati indietro nel tempo. Ed io mi sento serena come non mai.
sentenziato da godenda | maggio 12, 2008 10:44 | Link | commenti (8)
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lunedì, 12 maggio 2008

La fabbrica dei veleni (Felice Casson)

157 morti di tumore, 120 discariche abusive e 5 milioni di metri cubi di rifiuti tossici, un colosso dell'economia italiana sotto accusa: il processo al Petrolchimico di Porto Marghera, iniziato nel 1998, si è presto rivelato un caso clamoroso, concluso nel 2004 con la condanna di numerosi dirigenti di Enichem e Montedison.
Felice Casson, pubblico ministero, ricostruisce la lunga inchiesta e lo scellerato "patto del silenzio" sottoscritto dalle maggiori industrie chimiche mondiali per tenere segreti i dati sulla pericolosità del cloruro di vinile.
Con il ritmo di un film d'azione, il libro svela il complesso disegno del caso: le scoperte di un caparbio medico di fabbrica, le reazioni dei vertici aziendali, i sospetti degli operai, i ricatti politici, gli scontri della fase processuale.

(fonte: internetbookshop)


Da leggere se vi interessa la storia contemporanea. Da leggere se vi interessa avere conferma come spesso (sempre?!?) gli interessi economici scavalcano e prevaricano il bene comune. Anche a costo della salute della gente. Un libro agghiacciante e commovente e molto ben scritto. Una storia che si vorrebbe leggere come un romanzo e che purtroppo è vera tutta.

sentenziato da godenda | maggio 12, 2008 10:18 | Link | commenti
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venerdì, 09 maggio 2008

news from the Martuzzi's family



il precoce è stato il tigratone che ha cominciato sabato e con domenica aveva già entrambi gli occhi aperti. poi c'è stato il bianchino piagnone che domenica sera ne aveva uno aperto ed uno no. lunedì mattina erano tutti vedenti.

uno dei due "tutti rossi" è già stato soprannominato "miciociccio" perchè magna in continuazione e non c'è verso di staccarlo dalla tetta che pare attaccato con la colla. e voi non avete idea con quanto impegno gli altri cerchino di spostarlo con spintoni e zampate continue ma tanto lui non riescono a sganciarlo da lì.

la marta ha 6 tette. pare però che solo 4 alla volta destino d'interesse dei cuccioli perciò ce n'è sempre due che si lamentano che non hanno da mangiare. solitamente uno dei due è il bianchino piagnone che anche se gli metti la 5^ tetta in bocca lui continua ad urlare che vuole quella di qualcun'altro. Chiaramente quando dico due intendo due a turno tranne miciociccio che lui mangia sempre ed ormai è il doppio degli altri.

i gattini hanno cominciato a fusettare. è un rumore strano... sembra il battito metallico di un circuito più che un fusetto infatti la Marta non se li fila più di tanto. La cosa che la fa impazzire però è quando loro, cercando la tetta in ogni luogo, finiscono sotto il suo musino, allora lei gli si appoggia, chiude gli occhi, fa le fusa ed è proprio una mamma felice.

Marta è ritornata magra e longilinea come due mesi fa. E' bellissima. Non è deperita anzi ma i cuccioli la prosciugano. Mangia per due, questo è certo ed ormai non bastano due ciotole di cibo se si sta fuori tutto il giorno. bisogna metterne almeno tre.

circa ogni paio d'ore lei esce dalla sua cuccetta e va a farsi un giro in giardino. a quel punto impazzisce e salta da un prato all'altro come la gioia personificata. è tornata ad ammazzare con gaudio un discreto numero di grilli e lucertole al giorno e prima di ritornare dai micini, si piazza davanti alla casa dei vicini. aspetta che loro le aprano la porta. fa un giro di perlustrazione e se ne riesce.
sentenziato da godenda | maggio 09, 2008 12:52 | Link | commenti (11)
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lunedì, 05 maggio 2008

profondissimo nord

ore 9.00 appuntamento a Bergamo.  esco dall'autostrada, ma non riconosco nulla nelle indicazioni che avevo ricevuto. è tutto una interruzione, un lavoro, una deviazione e poi ancora un altro lavoro deviazione interruzione. dopo mezz'ora di girotondo mi trovo a Dalmine ed a quel punto decido di chiamare il cliente.
che mi da le indicazioni.

... la vedi via in via Lega Lombarda?
occhei, prendi per di là. la prima a destra è via del Carroccio.
la fai tutta fino a che arrivi in via Padania e poi di nuovo a sinistra.
a quel punto sei in via Pondita e lì in fondo ci siamo noi.


ecco.
voi non lo potete sapere
come (come!)
mi sono sentita io questa mattina.

sentenziato da godenda | maggio 05, 2008 21:04 | Link | commenti (8)
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lunedì, 28 aprile 2008

L'altro nostro 25 aprile



come sempre, anche quest'anno.
100.000 (bellissimi) a Milano
sentenziato da godenda | aprile 28, 2008 13:51 | Link | commenti (2)
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lunedì, 28 aprile 2008

Il nostro 25 aprile

Sto per arrivare al lago e mi raggiunge un sms dell’ingombrantino. Dice solo ormai ci siamo. Mi viene da piangere e l’unica cosa che riesco a fare è girare il medesimo sms alla Pulcia che ho bisogno di condividere la mia immensa felicità con qualcuno.

In effetti manca ancora qualche ora ma capiamo che stanotte sarà la notte perché Marta ha smesso di mangiare da qualche ora e, più di tutto, perché non si butta a peso morto sulle cozze cercando di togliercele di bocca. Ha passato tutta la giornata attaccata all’ingombrantino impedendogli minimo movimento e pretendendo lunghe e profonde carezze sulla pancia. Adesso invece è in un momento di rifiuto. Non è possibile toccarla e solo ad avvicinarsi mugola nervosa.

La notte precedente l’ho passata praticamente sveglia così alle 11 sto per crollare. Dico all’uomo… perdonami ma vado a letto. Lei però mi segue e si mette nel cassetto dell’armadio in camera da letto che lui le ha preparato per darle un posto riparato, silenzioso, sufficientemente buio ed isolato. Capisco che vuole un po’ di coccole e comincio ad accarezzarla. Lei fa le fusa mentre la pancia quasi con un moto proprio comincia a contrarsi. Alle 11.30 si alza di scatto e comincia a spingere. Urla dal dolore e dalla rabbia. Esce dalla sua culla e comincia a correre per la camera da letto nel terrore di un male che non capisce. Poi un fiotto di sangue ed il cucciolo è fuori. E’ appeso al cordone ombelicale e lei si sente questa cosa che la tira. Piange e gira in tondo cercando di toglierlo. Continua a non capire finché l’istinto la spinge a rientrare nel suo posticino. E per incanto il dolore è passato. Il cucciolo è staccato da lei e comincia a mangiarsi la placenta ed a leccarlo. Lo nasconde col suo corpo perciò mi ci vuole qualche secondo per vedere che è rosso. Come lei. Rosso! La Marta ha avuto un cucciolo. Rosso! La accarezzo e lei mi ricompensa con le fusa. È impazzita di gioia adesso ed è stata bravissima. Io sono sempre seduta per terra. Appoggiata all’anta dell’armadio. Vicina al suo cassetto. Non mi sono mossa di lì. Non fa in tempo a pulire il piccolo che apre la bocca cercando aria e di nuovo il suo pancino si muove da solo. Questa volta è meno dura della precedente ed il secondo nasce subito. Senza problemi. Senza quel dolore forte. Alle due i cuccioli sono diventati quattro. Tutti rossi tranne l’ultimo che è un tigratino in onore del padre. Ha passato una buona mezz’ora tranquilla. A leccarli, a pulirli, a mangiarsi la placenta, a fare le fusa.

Come ho detto non avevo dormito la notte precedente ed a quel ora ero sfinita. Il letto è vicino così mi alzo per distendermi un momento. Ma non faccio in tempo a tirarmi le coperte che Marta è sul letto. Guardandomi negli occhi mi urla un MIAOOO con un gattino che le sta già uscendo e mentre mi alzo di corsa per tornare al mio posto, già si rituffa nella sua cuccetta.

L’ingombrantino è cotto. È stato sveglio con me, sdraiato nel letto guardandola e parlandole per tutto il tempo così da una mezz’oretta ci ha abbandonate al nostro destino. Salvo svegliarsi di quando in quando per chiedermi “quanti sono?”. Cinque è la mia prima risposta. Sei è la seconda.

A quel punto sono le tre passate. La guardo, avvicino il mio viso al suo musino e le dico: mi fai andare a dormire? Lei mi lecca una guancia fusando e mi lascia alzare.

sentenziato da godenda | aprile 28, 2008 13:43 | Link | commenti (8)
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lunedì, 28 aprile 2008

25 APRILE 2008



sono 6 (sei) !!!
sentenziato da godenda | aprile 28, 2008 10:12 | Link | commenti (12)
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